Distribuzione carburanti

Per nuovo impianto stradale di distribuzione carburanti al pubblico s'intende un complesso commerciale unitario, aperto alla generalità dell'utenza, costituito da uno o più apparecchi di erogazione automatica di carburante per autotrazione (benzine, gasolio, metano, GPL, idrogeno) e dai servizi integrativi ai veicoli a due e quattro ruote ed all'automobilista/motociclista (officina meccanica, elettrauto, gommista, lavaggio, lubrificazione, servizi informativi di interesse generale e turistico, aree attrezzate per camper, servizi igienici di uso pubblico, fax, fotocopie, punto telefonico pubblico, bancomat).
Ovunque sia ubicato l'impianto, non esistono vincoli o limitazioni, durante l'orario di apertura, per il funzionamento contestuale della modalità "servito" e della modalità "self-service" pre o post-pagamento.
Resta fermo quanto previsto dall'articolo 84, comma 4, della L.R. 28/2005, che garantisce l'assistenza al rifornimento da parte del "gestore o dei suoi dipendenti o collaboratori" a favore degli utenti motorizzati, specialmente se diversamente abili.

In un nuovo impianto possono essere esercitate, previa presentazione al SUEAP di separate Segnalazioni Certificate di Inizio Attività (SCIA), le seguenti attività:

  • Attività di somministrazione di alimenti e bevande;
  • Attività di vendita al dettaglio, con superficie di vendita non superiore a quella degli esercizi di vicinato;
  • Attività di vendita della stampa quotidiana e periodica;
  • Attività di vendita di tabacchi, lotterie e altre attività similari;
  • Attività di vendita di ogni altro bene e servizio, nel rispetto della vigente normativa relativa al bene o al servizio posto in vendita.

Ai gestori degli impianti è fatto obbligo - ai sensi dell'art. 51 della Legge 99/2009 e sue norme attuative (D.M. 15 ottobre 2010 e D.M. 17 gennaio 2013) - di comunicare i prezzi praticati al Ministero dello Sviluppo Economico ai fini della pubblicazione on-line tramite la piattaforma web "Osservaprezzi carburanti", distintamente per ogni tipologia di carburante e per almeno una modalità di servizio (che se presente e attiva negli orari di apertura dell'impianto deve essere quella self) e da effettuarsi immediatamente nel caso di variazioni in aumento del prezzo, ed almeno entro l'ottavo giorno in caso di stabilità o diminuzione dei prezzi.

Ogni nuovo impianto di distribuzione autorizzato non può essere posto in esercizio prima dell'autocollaudo iniziale della sicurezza sanitaria e ambientale, autocertificato ai sensi dell'art. 10 del DPR 160/2010 a cura e spese del titolare dell’autorizzazione comunale ed entro il termine stabilito nell’autorizzazione medesima.

Per ogni impianto autorizzato e già in esercizio occorre produrre, pena la sospensione dell’esercizio dell’impianto stesso, la documentazione per l’autocollaudo della sicurezza sanitaria e ambientale ogni quindici anni dall’ultima verifica, salvo che non intervengano prima modifiche soggette ad autorizzazione.

Requisiti

A chi è rivolto

Soggettivi morali (art. 71 commi 1 e 5 del D.Lgs. 59/2010 = art.13 del Codice del commercio):

Comma 1. Non possono esercitare attività di commercio:

  • Coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;
  • Coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo previsto dalla legge;
    • Coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;
  • Coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l'igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale;
  • Coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;
  • Coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero a misure di sicurezza.
  • Comma 5. In caso di società, associazioni od organismi collettivi i requisiti morali di cui al comma 1 devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all'attività commerciale e da tutti i soggetti individuati dall'articolo 2, comma 3, del D.P.R. 3 giugno 1998, n. 252. In caso di impresa individuale i requisiti di cui al comma 1 devono essere posseduti dal titolare e dall'eventuale altra persona preposta all'attività commerciale.

Altri requisiti soggettivi morali:

Non sussistenza di cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui alla normativa antimafia, non solo per il soggetto che presenta la SCIA, ma anche per i legali rappresentanti e gli altri componenti degli organi di amministrazione di associazioni, imprese, società e consorzi, come stabilito dalla normativa vigente in materia.

Requisiti soggettivi per i cittadini extracomunitari:

Possesso di un permesso di soggiorno, in corso di validità, che consenta l’esercizio di lavoro autonomo e subordinato in Italia, secondo le vigenti normative.

Requisiti oggettivi:

Disponibilità dell'area; conformità del progetto agli indirizzi regionali ed alle condizioni e prescrizioni della pianificazione comunale; le superfici dei nuovi impianti sono calcolate al fine del rispetto delle disposizioni in materia di tutela ambientale, di sicurezza stradale, sanitaria e del lavoro, di sicurezza antincendio e in materia urbanistica; per il calcolo della superficie si tiene conto anche degli spazi destinati alla sosta.
Le dotazioni, gli standard qualitativi e le distanze tra impianti previste a tutela della sicurezza stradale, della salute, della pubblica incolumità e di sicurezza antincendio sono disposti dall'art. 54 della Legge Regionale 28/2005 (come sostituito dall’art. 39 della L.R. 52/2012).

Come si ottiene

Termini, scadenze, modalità di presentazione della domanda

Per avviare un nuovo impianto di distribuzione carburanti al pubblico occorre presentare domanda allo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) in modalità on line, esclusivamente attraverso il Portale Su@pweb .
Per subentrare, variare il gestore o cessare un'attività di distribuzione carburanti al pubblico occorre presentare domanda al SUAP in modalità on line, esclusivamente attraverso il Portale
Solo le comunicazioni che non rientrano nella banca dati regionale possono essere trasmesse via PEC.

Il Comune è tenuto a esprimersi entro 90 giorni dalla richiesta di autorizzazione, esclusi i tempi di interruzione del procedimento per eventuali richieste di integrazione documentale. Decorso tale termine, se il Comune non ha inoltrato al richiedente alcun pronunciamento, vale il silenzio-assenso.

Gli endo-procedimenti sono i seguenti:

  • Ottenimento parere ARPAT (parere ambientale);
  • Ottenimento parere USL (parere sanitario-edilizio);
  • Ottenimento parere Vigili del Fuoco (parere sicurezza antincendio);
  • Inoltro pratica Agenzia delle Dogane per verifica prescrizioni fiscali.

Insieme all'autorizzazione petrolifera il Comune rilascia il Permesso di Costruire, e quindi in fase di inoltro della domanda il richiedente deve presentare anche tutta la documentazione necessaria all'ottenimento dello stesso, tenendo anche degli eventuali vincoli presenti nel sito prescelto e dell'Ente proprietario della strada in adiacenza alla quale si richiede l'autorizzazione alla realizzazione e all'esercizio dell’impianto di distribuzione carburanti.
L'autorizzazione contiene il termine entro il quale il nuovo impianto è posto in esercizio. Entro tale termine deve essere autocertificato il collaudo, ai sensi dell'art. 10 del DPR 160/2010.

Il Comune può autorizzare lo svolgimento delle attività integrative di cui all'art. 56 della L.R. 28/05; la relativa domanda deve essere presentata contestualmente dal titolare dell'autorizzazione e dal gestore.

Documenti da presentare

  • N. 2 marche da bollo di importo pari all'imposta vigente, scannerizzate in modo tale che ne sia ben leggibile il numero identificativo: una per la domanda, una per il provvedimento di autorizzazione;
  • Modulo di domanda "Distributore Carburanti - Domanda di apertura", scaricabile dalla sezione "Modulistica";
  • Copia di documenti di riconoscimento in corso di validità del richiedente, del gestore e di un tecnico professionista abilitato;
  • Solo per i cittadini non UE, permesso di soggiorno in corso di validità;
  • Solo se il soggetto che inoltra l'istanza è diverso dal dichiarante, procura speciale ai sensi dell'Art. 1392 C.C., firmata in autografo dal dichiarante con allegata copia di documento di identità o riconoscimento in corso di validità e controfirmata digitalmente dal procuratore;
  • Autocertificazione della non sussistenza delle cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui alla normativa antimafia;
  • Planimetria in scala non superiore a 1:100 firmata da un tecnico abilitato nella quale siano riportati: la destinazione d'uso di tutti i locali presenti (anche accessori), le superfici impermeabili e quelle permeabili con le relative pendenze, lo schema di smaltimento delle acque di scarico (comprese quelle meteoriche) con i sistemi di trattamento e il recapito finale, il posizionamento dei pulsanti di emergenza, dell'illuminazione di sicurezza e della segnaletica e cartellonistica di sicurezza
  • Relazione tecnica descrittiva timbrata e redatta da un tecnico abilitato in cui siamo riportate anche le modalità di approvvigionamento idrico (pozzo, acquedotto, ecc.) e la quantificazione del personale impiegato nell'attività diviso per sesso e mansioni
  • Perizia giurata redatta da un tecnico abilitato attestante il rispetto delle prescrizioni urbanistiche, di quelle fiscali, di quelle concernenti la sicurezza ambientale, sanitaria e stradale, tutela dei beni storici e urbanistici;
  • Autocertificazione corredata dalla documentazione prescritta ai sensi dell'art.1 comma 3 del D.Lgs 32/98;
  • Schema di piping, impianto meccanico di distribuzione carburanti, compreso i sistemi di recupero vapori;
  • Valutazione di impatto acustico ai sensi della L. 447/95, L.R. 89/98, D.G.R. 857/13, D.P.G.R. 2R/14;
  • Progetto dell'impianto elettrico, nonché della relazione tecnica indicante le modalità di protezione contro i contatti diretti e indiretti, contro le sovracorrenti, le tipologie di apparecchiature installate, le condutture elettriche, l'impianto di terra, l'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche (se previsto) e le misure di sicurezza adottate contro l'accumulo delle scariche elettrostatiche;
  • Piante e sezioni dell’impianto di distribuzione carburanti con indicazione delle zone a rischio di esplosione (anche in ottemperanza, ove applicabile, di quanto richiesta dal titolo VIII bis del D.Lgs 626/94), l'ubicazione e classificazione delle sorgenti di emissione (L. 186/68).

La domanda deve inoltre essere completata della seguente documentazione da allegare alla richiesta di autorizzazione petrolifera:

  • Richiesta di esame progetto da presentare ai Vigili del Fuoco completa di relativa modulistica;
  • Richiesta di permesso di costruire, completa di relativa modulistica, da presentare al SUAP;
  • Richiesta di parere preventivo all'Ente terzo proprietario della strada.

Costi e modalità di pagamento

A favore del Comune di  Ponsacco:

 

A favore della Azienda USLNORDOVEST (solo nel caso di vendita di prodotti alimentari):

Tariffa  di € 38,61, relativa alle prestazioni connesse alla registrazione imprese nel settore alimentare,

Note

Segnalazioni e precisazioni

Normativa di riferimento:

SCHEDA  DA TERMINARE